Diario dal Fronte - Bianzino Consulente Finanziario di Banca Euromobiliare

Alessio Maria Bianzino
Consulente Finanziario a Vicenza
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Perchè i fondi obbligazionari hanno perso il 15%

Bianzino Consulente Finanziario di Banca Euromobiliare
Pubblicato da in analisi mercati · 23 Marzo 2020
Tags: bondhighyieldcoronavirusvarspeadpanico
In queste poche righe cercherò di dare una spiegazione tecnica a chi si chiede come sia possibile che i fondi obbligazionari abbiano perso mediamente il 15% in queste ultime settimane anche se le Banche Centrali hanno proseguito ad abbassare i tassi d'interesse.
 
Se i problemi sui mercati azionari sono abbastanza facilmente comprensibili nel momento che una futura recessione comporta minori profitti e utili distribuiti nei mesi futuri ed incertezza per i prossimi trimestri, quindi si vende l'azione, anche se di una società buona solida e con grosse prospettive, comprendere cosa capita sul mercato obbligazionario è più complicato.
 
L'effetto scatenante è stata la discesa del petrolio che ha messo in difficoltà tutto un gruppo di società del settore shale oil, soprattutto Usa, che potrebbero andare in difficoltà nei prossimi mesi con rischio di default.  Ma quanto pesa sui portafogli questa particolare categoria di fondi obbligazionari High Yield? forse nel peggiore dei casi il 5%!
 
A causa degli acquisti in leva e delle regole del VAR per il contenimento del rischio e della volatilità, sono scattati una molteplicità di campanelli che hanno obbligato molti istituzionali e ETF a liquidare le posizioni velocemente. Purtroppo, in un momento di crisi come questo di gente che comprasse sul mercato ce n'era poca e si è creato un collo di bottiglia. Tanti in fila a vendere e pochi disposti a comprare…ovvero si è generato il panico.
 
Particolarmente nuovo è stato il fenomeno delle vendite in tempo reale massicce degli ETF obbligazionari a cui i loro gestori non sono riusciti a star dietro liquidando così velocemente le obbligazioni che compongono i panieri degli etf.
 
Questa corsa alla vendita ha interessato quindi panieri di obbligazioni dove "le obbligazioni cattive" sono forse meno del 5% ma che hanno fatto vendere anche il restante 95%.
 
Ecco che abbiamo avuto l'eclatante fenomeno di vedere bond investiment grade perdere il 10% con titoli con rating sopra A come non si era mai visto.
La differenza fra lo spread dei bonds e la loro probabilità di default non è altro che il Premio al Panico, cioè l'extrarendimento non giustificato.
 
Cosa è successo ai fondi comuni che invece hanno rendimenti predeterminati, i cosidetti Target Date, e non hanno avuto la necessità, o meglio l'obbligo di vendere? Solo una discesa nominale della loro quotazione ma non hanno svenduto le obbligazioni delle società buone che hanno in portafoglio. Un esempio: la Ferrari è una società senza rating quindi apparentemente di quelle più a rischio nel breve che hanno buttato via i sistemi automatici di vendita: ma veramente è a rischio di default nei prossimi mesi?
 
E in tutto questo la Fed con 4000mld di $ e la BCE con 750 mld di euro nei prossimi giorni,interverranno comprando le obbligazioni di tutti coloro che vogliono vendere in preda al panico a prezzi di saldo che nel giro di qualche anno daranno rendimenti almeno sopra il 5%.
 
Quanto è strano l'investitore medio, si affanna a cercare rendimenti 0,xxx  passando da una soluzione fantasiosa all'altra e poi quanto può prendere il 4% a rischio contenuto neanche lo considera!
Cosa fare allora?
Per chi ha già un portafoglio obbligazionario a breve termine deve solo aspettare che la situazioni si calmi e l'intervento delle Banhe Centrali riporti gli spread a livelli normali in periodo di tassi a zero.
Per chi ha liquidità in eccesso questo è il momento di agire ed approfittare di un rendimento del 4% annuo a scadenza breve.








Alessio Maria Bianzino
Consulente Finanziario P.Iva 04071650248 Corso Palladio 147, Vicenza 36100
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